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15 novembre

Considerazioni immanenti e trascendenti

Consigli prima dell'uso: http://it.youtube.com/watch?v=lKNeiNaglGY  ascoltare in alta qualità per favore.
 
La musica è cominciata? buon per voi, capirete meglio questo testo. buona lettura e annoiatevi il meno possibile.
 
Gli anni passano, forse esco da questo bizzarro e fastidioso periodo della vita che va sotto la nomea di adolescenza. periodo in cui ciò che conta non è se stessi, ma apparire agli altri così come vorremmo essere. forse è il lasso di tempo meno egoista della nostra vita e per questo il meno felice. nell'adolescenza lo spaesamento è la costante che non ammette variabili delta. si vive nel continuo squilibrio di voler apparire in un certo modo e lo spiacevole controsenso di non potere. la ricerca affannosa di identificarsi in sottoinsiemi comportamentali, io mi vesto, io ascolto, io faccio, io appartengo, io sono. ci sono poi situazioni più adulte, in cui da sottoinsiemi si passa a insiemi, culturalmente più nobili? ricercati? la politica, la religione, la filosofia, o l'analisi fredda e scettica della realtà come appare esattamente questo intervento. oppure tutti assieme. l'adulto non vuole più appartenere, vuole affermare la propria profondità culturale. appaio autonomo, solitario e autosufficente, indi sono un uomo rispettabilmente adulto. da imparare a stare in compagnia si deve imparare a stare da soli. adattamento naturale, anche nel mondo selvaggio funziona più o meno così. l'uomo deve tenere la mente occupata in qualcosa, sempre, in ogni periodo della vita. se ci si accorge di non sapere perchè si sta facendo qualcosa è la fine. bisogna subito distrarsi. lavoro, famiglia, opere, cultura. tutto è un susseguirsi di impegni, un riempirsi le orecchie per evitare di ascoltare il silenzio. assoluto.
                                                                                                                                                   desolante. tutto inizia. tutto finisce. tutto. io decido che questa cosa durerà per sempre? questa volta sono pronto, ho capito come non farmi fregare? la scottatura sarà doppia e peggiore di prima. sarà sempre più difficile trovare una motivazione valida per alzarsi la mattina e andare a letto la sera. l'asticella dell'autocommiserazione si alza, nuove tecniche raffinate e atletiche sono richieste dalla realtà. che tra l'altro, parliamoci chiaro, è anche bella. certo, se non fosse per qualche piccolo inconveniente, noiosi accidenti sul percorso, come le malattie e la morte, che monotonia, sempre cosi da sempre. l'Architetto potrebbe anche cambiare metodo per far capire all'uomo di essere una nullità. così, giusto perchè la novità è sempre spaventosamente intrigante. ma tornando a noi, la realtà è bella, suvvia. almeno finchè dura. il mondo è pieno di cose da fare, imparare, dire, intraprendere, emozionare. anche se sono sempre dell'idea che 100 anni sono troppi da vivere. e c'è chi vorrebbe allungare a 120. per far cosa? per allontanare la vecchiaia e la morte? ma poi a 120 non penso che uno sia più contento di lasciarci le penne che a 100. si andrebbe a 140. povero matusalemme, 800 e passa anni devono essere stati una noia infinita. e qui devo per l'ennesima volta abusare delle dotte citazioni, ebbene sì cari miei. è sempre lui l'uomo sulla cresta dell'onda. altro che rossano e ivana trump. quisi parla del sommo seneca, uno dei pochi personaggi grazie al quale non posso e non voglio fare del lieo classico un fagotto da buttare. la tecnologia, il wireless...ma quante cazzate. la tecnologia migliore è made in antichità, erano già arrivati a capire tutto, tra cui che è impossibile essere felici qui.
sì, per giove, quì sull globo terracqueo. magari dopo nell'iperuranio sì, ma qui per quanto mi riguarda l'estasi infinita non l'ho trovata. ebbene seneca c'aveva azzeccato. conta il kairòs, non il kronòs (mi è venuto in mente di ringraziare una grande insegnante, grande mennins). traduco per le capre ignoranti che sanno solo far di conto. ciò che conta nella vità non è il tempo, i secondi, gli anni. ciò che conta è l'esperienza che ti fa dimenticare il tempo, lo cancella, lo demolisce. stupida convenzione. l'uomo è sempre così imbecille che si complica la vita da solo più di quanto non sia già complessa di per sè. e mi va a inventare il tempo. il tempo non esiste. esiste solo lo spazio, il tempo è un'assurdità e un'imbecillità colossale. il tempo non passa, il tempo è. come diceva gioele dix in un grande monologo (http://it.youtube.com/watch?v=ohgEpUYVhbo), c'è tempo per ogni cosa. noto con piacere che le mie elucubrazioni mentali hanno largamente preso il sopravvento sulla mia capacità di starmente zitto. ma che vi posso dire, in questo istante il mio kairòs è battiato. 1.51 di notte, 15/11/2009, goutez et comparez, propriedad prohibida. e la mia mente è in un piacevole quanto inutile viaggio oltre le colonne d'ercole della trascendenza.
lo so che segnare ora e giorno contraddice il concetto di kairòs, ma qualcuno ha premesso che non mi sarei dovuto contraddire? tutu tutu tutu tutututututututututu...

Commenti (3)

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Mecio Nardinoha scritto:
 assolutizzare lo spazio è possibile solo mentalmente, o meglio, con l'immaginazione.
 spazio e tempo sono intuizioni trascendentali (o se preferisc pure). sono fondanti del nostro essere. seneca aveva detto che il tempo che abbiamo è strasufficiente per dedicarlo alla vita e alla conoscenza (non quella futile e inutile), e per prepararsi alla morte.
 comunque, più di una volta ho sognato di bloccare il tempo, ma oltre a misurarlo, è soltanto una successione di istanti infinitamente piccoli?? e per quale ragione lo scorrere del tempo ha questa direzione...
 cmq il tuo discorso sull'adolescenza non mi convince. "si vive del continuo squilibrio etc etc"... non è assolutamente vero... non è affatto continuo.
 la solitudine a volte (più di qualche volta) fa bene. a volte fissare il vuoto con lo sguardo incantato senza pensare a nulla è un assaggio del tempo scisso dallo spazio??
 l'esperienza senza il tempo non esisterebbe, sarebbe impossibile per definizione. è grazie allo scorrere del tempo che possiamo accumulare esperienza. senza il tempo quantificante non esisterebbe questo mondo. ovvio, possiamo dare anche un valore qualitativo a queste cose, però una contestualizzazione temporale in ogni caso, bisogna farla.
non cercare di scagliarti contro il tempo. potresti cadere nell'errore di specare quello a tua disposizione.
ti riconosco però una cosa: mi hai fatto perdere un 30 minuti qua tra leggere e riflettere, e ammetto di non aver tratto nessuna conclusione organica e/o sistematica ihih. se fossi un filosofo saresti un ottimo socrate. [devi migliorare però la maieutica]
CIAO!!
Sasà
26 Nov.
Matthew McPumpkinha scritto:
Noo, non puoi scindermi spazio e tempo!
15 Nov.
Immagine di Anonimo
il tuo boyfriend ha scritto:
noto con piacere che riesci sempre a sfornare ottimi spunti di riflessione caro mitch..per chi ti conosce superficialmente potrebbe essere stata un'esperienza folgorante,lo scoprire che dietro a un babbeo si cela una mente pensante..beh..diciamo che le riflessioni sul tempo mi hanno sempre affascinato in filosofia(mitico il buon sant'agostino) e tu nella tua somma dissertazione avrai sicuramente attinto,seppur inconsciamente,da tali fonti. Bene..ho commentato da buon dotto..ora esce il secondo lato di me..mi puoi spiegare xkè hai messo battiato cm sottofondo consigliato?mi stavo rincoglionendo..già il discorso non era facile..figurarsi con la musica psichedelica ;) a presto ricchionazzo Mario
15 Nov.

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