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21 maggio Something about us - Tu hai paura della morte?Somet Un aspirante suicida ha scritto: "Viviamo nella noia, cerchiamo un altro bisogno non appena ne appaghiamo uno, questo per noi significa altro dolore. La vita è un pendolo che oscilla tra la noia e il dolore, regalandoci soltanto attimi illusori di felicità." Alcune persone non riescono a trovare un senso alla propria esistenza, niente le appassiona o le emoziona più. Non si sentono depresse, semplicemente si sentono vuote e spente. Apparentemente hanno una vita normale o addirittura soddisfacente, ma dietro la maschera della normalità si nasconde una profonda insoddisfazione. Queste persone non credono più in niente e in nessuno: si sentono ciniche, disincantate, senza più sogni. La vita non è più un dono prezioso ma è un vano agitarsi prima della morte. La loro esistenza non è che una morte vivente e allora perché non affrettare l'inevitabile, risparmiandosi la fatica di vivere? In questo caso, anche se non c'è una depressione conclamata, la persona che pensa al suicidio vive in uno stato di silente disperazione. L'impossibilità di trovare un senso alla propria esistenza, la noia continua , l'incapacità di amare asfissiano la vita. Ma, mentre nella depressione classica rimane un anelito di protesta e di ribellione verso la propria situazione, in questo caso l'aridità della propria esistenza viene accettata come l'emblema della condizione umana. La persona in questo stato non soffre più, perchè non si lascia più coinvolgere in niente, non si sente più delusa, perché non spera più niente. Non ha paura della morte. Quello che ogni volta mi stupisce, è che si tratta di persone che, apparentemente, non avrebbero nessun motivo per desiderare la morte: sono giovani, in buona salute, hanno un lavoro, una famiglia, una vita "normale". Giovane o vecchio, sano o malato, santo o stupratore. Pallida mors aequo pede pulsat pauperum tabernas regumque turres. L'uomo è fatto per altro, per essere più alto dell'Infinito, più dell'Essere e del Non Essere, più del Nulla e più del Tutto, più dell'Assoluto, più del Potere e del Non Potere, più del Bene e del Male. Oltre il Perchè. Oltre l'Amore. Oltre Dio. Oltre a qualsiasi banalità che io possa dire. Quando l'uomo fosse in totale Pace con se stesso, senza più desiderio alcuno, quando fosse riconciliato con il Tutto, o con il Nulla, perderebbe la coscienza di sè, cullato in un'Eterna soddisfazione felice. Desiderare per sempre, o annullarsi per sempre. E' dunque questo il destino dell'uomo? Dedicato e ispirato a Lucy Gordon. mik. Commenti (5)Per aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati
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